Il comune di Ozzano è sorto su una collina che domina la valle del Po. Nel settimo secolo vi giunse Sant'Evasio, dopo aver attraversato la selva Cornea. La località chiamata Orianum, assunse successivamente le denominazioni di Ortianum, Orzanum, Ozenum e Ozano. Nel 901 Ludovico III diede Ozzano in feudo al conte Ghisalberto Supponide . Nel 999 Ottone III concede il distretto di Sant'Evasio, di cui faceva parte Ozzano al Vescovo di Vercelli Leone. Dominio diretto degli Aleramici (5 ottobre 1164, diploma dell'imperatore Federico), 1224: Carta di Mutuo del Marchese Guglielmo VI e dei Paleologi (1434 investitura del Marchese Gian Giacomo a favore di Teodomino Colombo). Nel 1492 il marchese Bonifacio dona Ozzano a Costantino Comneno, principe di Tessaglia e governatore Generale del Monferrato che lo vende (14 maggio 1521) a Mercurino d'Arborio di Gattinara, gran cancellerie dell'imperatore Carlo V. La linea dei Gattinara-Ugnana possiede la Baronia di Ozzano per tutto il XVII soc. Per poi passare ai Sannazzaro di Giarole. Nel 1791 il feudo viene ereditato da Guglielmo Cocconito Marchese di Montiglio.
Alla festa dell'Unità nazionale si ricorda l'eroica morte di Alfredo Piacibello, partigiano casalese, caposquadra della Garibaldi, catturato il 28 ottobre '44 presso Pontestura e ucciso davanti alla stazione ferroviaria di Ozzano, insignito di medaglia d'oro.
PERSONAGGI. Giovanni Bianco fondatore nel 1494 dell'Opera Pia Bianco, attiva fino al XIX sec. I fratelli Giovanni Battista, Giovanni e Pietro Sasso sono stati pionieri dell'industria del cemento e Ozzano è stata la culla del cemento naturale Portland. In allestimento museo del cemento e delle attività estrattive. Antonio Olearo partigiano comandante della "Banda Tom", nato a Ozzano nel 1921 e fucilato a Casale il 15 gennaio 1945, insignito di medaglia d'oro. Mons. Luigi Lavagno (1911-1996), cappellano militare in Russia, parroco "storico", ideatore della casa di Riposo "Soggiorno per anziani Boltri-Lavagno".
La chiesa di San Salvatore in stile romanico-gotico.
L'interno è decorato da affreschi che vanno dal XV di scuola spanzottiana al XIX secolo.
Il castello del XV secolo con affreschi del Guala.
Abitazione in stile gotico, con altana in legno.
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