Giovedì, Settembre 09, 2010
   
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Ottiglio

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La prima documentazione riguardante il Comune di Ottiglio risale ad un documento del 1164, dove il paese viene citato tra le terre che l'Imperatore Federico I° concede al Marchese del Monferrato.

L'origine gentilizia del toponimo Ottiglio, ricordato in tutti i documenti medioevali con il termine Tillio, è accettata dalla maggior parte degli studiosi, mentre la tradizione popolare preferisce attribuire il nome alla singolare presenza di un gruppo di otto tigli maestosi che si innalzavano su un alto colle, oppure richiamarsi in un poco probabile riferimento etimologico alla estesa coltivazione di alti tigli: Autii nella forma fonetica locale, un'ipotesi, questa, che è frutto della fervida fantasia popolare, ma che potrebbe tuttavia celare interessanti tracce di un remoto culto dell'albero sacro collegabile a tradizioni o a insediamenti germanici qui attestati in età altomedievale.

Arrivando da sud, il paese si presenta con le case deliziose a grappolo sulla collina. Alla cima del paese due dignitosi edifici, tra loro vicini, emergono sugli altri: il Castello, in posizione dominante e la Chiesa di San Germano poco più in basso. La parte bassa del paese è annunciata dalla moderna Chiesa di Sant'Eusebio, patrono del paese. La piazza al centro del paese è piazza Filippini, in ricordo di un giovane ottigliese, Luigi Filippini. A Ottiglio infatti, il 12 settembre 1944 venne catturata la Banda Lenti, banda partigiana capeggiata da Agostino Lenti i cui componenti furono fucilati a Valenza, tra questi appunto il giovane ottigliese Luigi Filippini, di 18 anni, a cui fu intitolata la piazza già Umberto I

Ottiglio, ne.gli ultimi due anni, è balzato alle cronache nazionali per aver dato la cittadinanza onoraria all'attore americano Ernest Borgnine, Premio Oscar nel film "Marty, vita di un timido" del 1955 e attore protagonista in numerosissimi famosi film, quali "Vera Cruz", "L'avventura del Poseidon", "Quella sporca dozzina", "Il buco nero".

Il 12 novembre 2006, nella sala consiliare del Comune di Ottiglio, il Sindaco Luigi Cabiale ha conferito la cittadinanza onoraria a questo importante attore americano premio-oscar, in quanto il padre Camillo Borgnino era originario di Ottiglio.

La più bella borgata di Ottiglio è Moleto, insediamento  molto antico, come testimoniano  due edifici religiosi probabilmente anteriori all'anno Mille, oltre alle misteriose Grotte dei Saraceni.

Oggi Moleto è diventato un luogo "cult" per i concerti jazz che  si tengono durante il mese di giugno nel  bar su un grande prato panoramico, accanto al rinomato ristorante con affittacamere, realizzato nelle costruzioni del luogo. 

Per molti anni la gente, soprattutto quella del posto, trascorse gli inverni, liberi dal lavoro della campagna, a scavare nella zona delle cave di Moleto alla ricerca del presunto tesoro dei Saraceni che peraltro nessuno mai trovò (www.ottiglio.teses.net).  Le leggende narrano di nascondigli di feroci califfi che sgozzavano i prigionieri che non pagavano i riscatti; narrano anche di tesori nascosti e della maga Alcina che compare nella valle in alcuni periodi dell'anno, a protezione del tesoro. Si narra di un Mitreo di età romana, di un suggestivo lago sotterraneo, di uno sviluppo di grotte stimato di oltre cinque chilometri.  La mappa delle Grotte e la descrizione dei ritrovamenti, su cui comparivano schizzi dei vasi lustrali e del mitreo stesso, eseguita nel 1600 dal Conte Mola, è andata distrutta, si dice per mano del signor Maschera, giovane studente universitario, che la scoprì in un libro della biblioteca di Casale.

Fonti storiche narrano che il Conte Mola, abitante all'epoca nel castello di Ottiglio, ritenendo non maturi i tempi per portare alla luce il tesoro, lo avesse nascosto in un altro vano delle Grotte e avesse ucciso il servo che lo aiutò. Si narra inoltre che lo stesso Conte avesse inciso delle epigrafi su alcuni mattoni in tufo del muro del castello in forma di indovinello per individuare il nascondiglio del tesoro. Una di queste si trova ora sulla facciata della chiesa parrocchiale di San Germano che dall'alto domina il paese, in quanto alcuni mattoni del castello furono utilizzati per la ricostruzione della chiesa nel XVIII secolo.

Moleto un tempo era anche famosa per la fonte di acque idroponiche "Curella" sulla strada che la collega alla vicina Valle Ghenza. Lo stabilimento termale "La Curella" sfruttava la fonte di acque magnesiache e solforose ed era attrezzato sia come luogo di ristoro che di cura termale, cui si accedeva percorrendo uno splendido viale alberato, tutt'ora presente. Il vecchio fabbricato, ora assediato dalla vegetazione, non ha perso il ricordo dell'antico splendore. Ampi trattati dell'epoca e testimonianze di medici del territorio in quel tempo narrano di questo importante stabilimento e dell'importanza di queste acque curative per parecchie patologie.

Il castello

Il complesso di edifici civili che sorge sulla sommità del paese, ingentiliti e trasformati nella struttura e nella destinazione, non ha più nulla dell'antico maniero, tranne l'inespugnabile denominazione di "castello", che sopravvive nella toponomastica e nel linguaggio popolare. Solo quelli a picco sulla parrocchiale conservano ancora l'aspetto aggressivo della casaforte e, forse, qualche traccia dell'antica dimora feudale sepolta nell'oscurità delle cantine o abilmente celata dall'intonaco o dai muri divisori. Uscito indenne dalle guerre che hanno travagliato le terre monferrine nel Seicento, il castello di Ottiglio fu sottoposto ad interventi radicali nella seconda metà del secolo XVIII, all'epoca della costruzione della chiesa parrocchiale di S. Germano.

La chiesa parrocchiale di S. Eusebio

La chiesa parrocchiale di S. Eusebio sorge su un precedente edificio religioso dedicato a S. Giuseppe. La prima notizia dell'esistenza della chiesetta e del suo committente risale al 1619: "Vi è un' altra chiesa piccola - si legge nella relazione della visita pastorale di mons. Scipione Pascale - fatta fabbricare dal signore Carlo Pozzobonelli sotto il titolo di S. Giuseppe sopra la strada vicino alla sua casa".

La chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco

Il piccolo edificio religioso che sorge a poche decine di metri dalla piazza sulla provinciale per Sala, da tutti conosciuto come la chiesa di S. Sebastiano, reca ancora il duplice titolo dei Santi Sebastiano e Rocco, come ricorda l'iscrizione riportata sulla facciata dal recente restauro. Consacrata dal primo vescovo di Casale mons. Bernardino Tebaldeschi nel 1510, la chiesetta passò con l'arrivo dei Gonzaga sotto il patronato della dinastia mantovana. Una discreta tela ottocentesca all'interno del piccolo edificio sopra l'altare raffigura i due santi guaritori con la Madonna e racchiude in una interessante sintesi i diversi motivi iconografici legati alla pestilenza.

La chiesa parrocchiale di S. Germano

Sorta  nella parte alta del borgo, forse in rapporto al vicino luogo fortificato la cappella signorile di "S. Nicola de Tilio",  è il primo e il più antico edificio religioso di cui si abbia memoria nel centro di Ottiglio. La chiesa di San Germano sorge in un punto panoramico addirittura suggestivo. La costruzione, in mattoni e tufo, a corsi alterni, fu iniziata nel 1761. Colpisce il contrasto tra l'austerità della facciata e il lusso delle decorazioni interne: l'interno della chiesa è infatti molto ricco. Molti affreschi (anche nel coro) di altissima qualità, opera di un artista dell'epoca. Il coro colpisce per la sua bellezza (proviene da Santa Croce di Casale). Per la sua ricchezza artistica, la chiesa di San Germano è sceltacome sede per concerti di musica classica.

Il centro storico

L'itinerario si snoda attraverso le vie dell'abitato toccando gli edifici più significativi del piccolo centro monferrino. La chiesa parrocchiale di S. Eusebio con il gioco alternato di mattoni e tufo ben visibile dalla piazza può costituire il punto di partenza. La chiesetta dedicata ai Santi Sebastiano e Rocco, che si affaccia sulla provinciale per Sala poco oltre la piazza, costituisce la seconda tappa. Di qui inizia la salita verso la parte dell'abitato di Ottiglio. In prossimità della parrocchiale un piccolo parcheggio occupa l'area dove sorgeva la piccola chiesa del Gesù, ora scomparsa. Di fronte la settecentesca chiesa parrocchiale di S. Germano, la cui ricchezza decorativa ripaga ampiamente della faticosa salita. Dopo una breve sosta sull'ampia panoramica balconata che si affaccia sul paese è possibile salire ancora verso il punto più elevato dell'abitato, che ancor oggi è chiamato il "castello".

Il sentiero ecologico e la valle dei Frati

L'itinerario si apre nel luogo in cui sorgeva la chiesa di Santa Maria di Casuzzo, una delle più antiche parrocchiali dell'area ottigliese, oggi ricordata da una piccola edicola votiva circondata di tigli. Prosegue con un interessante e poco frequente esempio di percorso didattico, il sentiero ecologico, che si snoda per circa due chilometri a mezza costa fiancheggiato da un lato dal bosco ceduo e dall'altro dalla stupenda ed incontaminata «valle dei Frati». Al termine del percorso il «viale dei tigli» porta alla vicina frazione Prera, dove sono conservate interessanti e rare testimonianze di architettura tufacea. Dalla nuova chiesa di S. Germano, costruita in sostituzione di quella antica scomparsa negli anni '60, proseguendo in direzione della cascina Monsaietto è possibile ritornare al punto di partenza.

Proseguendo sulla provinciale per Sala, all'altezza della cascina Pozzoltre, una stradina sterrata porta sulla sommità della collina, in località S. Orsola, dove fino all'inizio del secolo sorgeva la chiesa omonima. Scendendo a valle si raggiunge la cascina "Frati", al centro dell'ampia valle costeggiata di zone boschive allo stato naturale. Il piccolo casolare abbandonato è quanto resta dell'antica proprietà delle monache del convento della Santissima Trinità di Trino.

www.comune.ottiglio.al.it

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